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Domani alle 18.30 si terrà, allo stadio comunale Dino Nelli di Gallese, la partita tra Sport Gallese e Asfa Uila che nasce dall’impegno della Uila Uil contro il caporalato e lo sfruttamento dei braccianti agricoli con la creazione di una squadra formata interamente da lavoratori extracomunitari addetti al settore primario. Alle 16.30, invece, si svolgerà il triangolare giovanile tra Us Umbria Sabina, Asd Vasanello e Asd Sorianese. La partita ha aggiunto l’impegno contro l’ipotesi del deposito nazionale di scorie nucleari, proposto dal Biostretto della Via Amerina e delle Forre, per l’evidente impatto che i rifiuti nucleari avrebbero sull’agricoltura in termini di salute pubblica, economici ed occupazionali. “Abbiamo pensato di organizzare un incontro di calcio con la società di Gallese – dice Antonio Biagioli, responsabile provinciale di Uila Uil - perché crediamo fondamentale un intervento duro contro il deposito nazionale di scorie nucleari che significherebbe la morte del settore in cui i nostri ragazzi lavorano. Chi comprerebbe carne o alimenti cresciuti in un territorio con le scorie nucleari? Sicuramente per l’agricoltura sarebbe un colpo mortale. Vedo schizofrenico l’atteggiamento dei nostri politici che ci parlano di centrali nucleari 4.0 dopo due referendum, continuiamo a creare veleno che non sappiamo come smaltire”. Biagioli precisa anche che “l’Asfa Uila nasce per denunciare lo sfruttamento dei lavoratori agricoli e l’impoverimento della provincia con la Tuscia pattumiera d’Italia. Questa è una delle battaglie in cui si vince o si muore, se sarà aperto il deposito noi continueremo a fare la nostra guerra a oltranza. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro ai presidenti di Confagricoltura, Coldiretti e Cia per fare fronte comune”. Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, ha ricordato che “abbiamo colto l’occasione di fare questa iniziativa che simbolicamente rappresenta moltissimo. Gli effetti sul territorio di quella che è più adeguato chiamare discarica nucleare saranno devastanti: è un deposito unico che mischia rifiuti a bassa e alta intensità, che è di superficie e ci sono tanti criteri di incompatibilità: la già alta radioattività naturale, il fatto gravissimo che il territorio ha soprattutto una rete di falde acquifere superficiali, specie a Corchiano, con i rischi di contaminazione. Alcuni di questi siti nucleari sono limitrofi alla sorgente. L’impatto che avrebbe sull’immagine dell’agricoltura, che è la principale attività della Tuscia, sarebbe devastante”. Per Crucianelli serve una visione unica. “Il mondo della produzione agricola unito – dice ancora il presidente del Biodistretto - dovrebbe ribellarsi a questa ipotesi: serve l’unità di tutto il mondo agricolo, sia proprietari che lavoratori. E dal deposito intravedo anche l’opportunità di aprire di nuovo capitoli che altrimenti sono congelati da tempo: si deve cambiare qualitativamente l’agricoltura. E c’è la questione sociale, che poniamo dentro questa battaglia contro il deposito scorie, che è la profonda ingiustizia di natura nazionale e sociale di discutere al Nord sul nucleare e di portare qui la realizzazione del deposito”. “ La partita Asd Sport Gallese-Asfa Uila – conclude Biagioli - contiene tanti aspetti sia per il nucleare e richiede una storia nuova per il mondo agricolo. Ricordo Il 6 aprile la manifestazione a Vulci e l’11 maggio a Corchiano”. Giancarlo Turchetti, segretario provinciale della Uil: “Io allargherei il discorso al tessuto del nostro territorio: la Tuscia è stata definita la pattumiera del Lazio, unica discarica attiva, aggiungiamo che noi abbiamo centrali a gas e una a carbone a Civitavecchia, che non è detto che venga spenta per sempre, che ha il terzo tasso tumorale in Italia, Montalto e, ora, il rischio delle scorie nucleari”. Turchetti è estremamente critico. “Non so cosa vogliano fare diventare questo territorio – continua il segretario Uil - che ha un’economia debole basata sui servizi, agricoltura e distretto ceramico. Se facciamo un danno all’agricoltura mi chiedo chi verrebbe più anche al mare o ai nostri laghi: ne verrebbe distrutto anche il turismo. Non so cosa pensano questi politici ma penso che dovrebbero volergli più bene: c’è anche una desertificazione di servizi, bancari e fuoriuscita dei giovani. E’ un modo per isolare il territorio anche perché non abbiamo strutture, servono due ore per arrivare a Roma, la Civitavecchia-Orte ancora non é terminata, c’è il raddoppio della Cassia con progetto esecutivo che sta fisso nel cassetto”. Per Turchetti “con il deposito la Tuscia sarà desertificata in tutti i sensi e ci sarà nuova disoccupazione con la fuga delle aziende e, quindi, dei lavoratori. Questa partita richiama l’attenzione contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro e vogliamo sia anche una battaglia collettiva contro il nucleare”. Giacomo Nardoni (consigliere comunale di Gallese con deleghe agricoltura e ambiente) chiarisce che “il Comune ha subito colto la richiesta della partita e dell’impianto sportivo e dell’Asd Sport Gallese. Da sempre l’amministrazione è sensibile a queste tematiche, la contrarietà allo sfruttamento del settore agricolo è sempre stata totale. Sul deposito di scorie nucleare posso dire che io, oltre a essere un amministratore comunale, sono anche un cittadino e subito ci siamo dichiarati contrari. Sarebbe la fine del territorio, nel mio comune c’è stato lo popolamento e il deposito ci metterebbe una pietra tombale. La crisi è già iniziata per la perdita di valore di terreni e case. Deve essere una battaglia unitaria della provincia”. Sekou Souleymane, allenatore dell’Asfa Uila, ha spiegato che
“la nostra squadra è stata fatta tra braccianti e chi lavora nel settore fotovoltaico. Noi vogliamo andare avanti con la nostra lotta contro lo sfruttamento e caporalato e spargere la voce”.