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Prende forma concreta il progetto per la costruzione di un centro di ricerca applicata da realizzare al Poggino. Ieri a Palazzo dei Priori per illustrare l’evolversi del progetto e le sinergie che gli daranno vita si sono avvicendati gli interventi della sindaca Chiara Frontini, dell’assessore alla Qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne, del vice rettore Unitus Alvaro Marucci, del presidente Apea Viterbo Gian Matteo Panunzi e del consigliere delegato ai rapporti con le imprese Marco Nunzi. Presente anche il vicesindaco Alfonso Antoniozzi.
Un progetto rimasto in standby dal 2017, come raccontato dall’assessore Aronne.
«Nel 2016 l’allora amministrazione Michelini ottenne un finanziamento nell’ambito del progetto “Da Vetus Urbs a modern city” in cui nel 2017 fu inserita anche la realizzazione del centro di ricerca applicata al Poggino». E rimarcando che dopo 8 anni avrebbe già dovuto essere ultimato, ha dichiarato: «Ora sta per essere avviato e vorrei fosse intitolato a Piero Angela, noto divulgatore scientifico». Per Aronne il centro deve essere «il luogo dove crescono potenzialità professionali spendibili all’interno del territorio» con l’ammonimento che «non si procede con il cantiere se prima non si definisce il contenuto che deve essere cucito in maniera sartoriale sulle esigenze produttive del territorio». E chiamando in causa gli altri due partner, oltre a definire i ruoli - «Il Comune mette il contenitore, l'università il capitale umano e gli imprenditori il know how» - ha affermato: «Se riusciamo a creare questa sinergia cambiamo la storia dell’imprenditoria viterbese». E il contenitore, messo a disposizione dall’amministrazione, sarà realizzato con il finanziamento della presidenza del consiglio dei ministri per 1 milione e 250mila euro e i 447mila di fondi comunali. Con l'intenzione da parte del Comune di aggiungerne altri 350mila euro.
Per la sindaca Frontini la sinergia con l’università e la nuova realtà di Apea Viterbo, prima Apea Acquarovit, è «un ulteriore tassello di collaborazione per la nostra visione di città, non è un segreto che per questa amministrazione il rapporto con l’imprenditoria è elemento cardine con l’obiettivo fondamentale di ridurre la distanza tra domanda e offerta nel mondo del lavoro. E sarà occasione di crescita e di sviluppo per la città e le sue aree produttive».
E in tema di collaborazione, le ha fatto eco il vice rettore Unitus Marucci dichiarando che «questo passaggio è un tentativo di rendere strutturale la sinergia tra università e mondo delle imprese» per poi sottolineare che, oltre al supporto tecnico alle aziende, l’ateneo «può svolgere un ruolo importante anche nell’aiutare le imprese a ottenere finanziamenti». Con il centro di ricerca che rappresenterà uno spazio di incontro tra mondo accademico e quello imprenditoriale. «Un luogo dove si incontra ricerca, formazione e progettazione» ha ribadito Gian Matteo Panunzi, presidente Apea Viterbo, il quale ha spiegato anche il cambio nome: da Apea (area produttiva ecologicamente attrezzata) Acquarovit ad Apea Viterbo.
«Un cambio di denominazione perché vogliamo fare sistema aprendo anche all'esperienza del Poggino. E per fare sistema occorre una governance riconosciuta dalla legge per utilizzare in maniera semplice le risorse e organizzare le attività produttive del territorio». «Per restare sul mercato serve innovazione continua e risorse umane» ha proseguito per poi evidenziare che «il 67% delle imprese che crescono ha fatto investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione». Il consigliere delegato ai rapporti con le imprese Nunzi spera nell’incontro tra Apea Viterbo e Poggino «perché la creazione dell’Apea Poggino significherebbe riqualificare quell’area». Area che «oggi è comunque già completamente diversa da prima. Stiamo iniziando il quarto lotto dei lavori di riqualificazione e ora, con la trasformazione in atto, non c’è più vergogna nel portare nella zona gli imprenditori che vogliono investire nell'area industriale».
Infine Aronne, in merito alle tempistiche di realizzazione del centro ha dichiarato: «Dopo la firma tra Comune, Unitus e Apea Viterbo, siamo in attesa della risposta della Presidenza del consiglio dei ministri poi sarà avviata la procedura di gara per la costruzione dell’opera che deve essere terminata entro il 2026».