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LADISPOLI – Il tanto atteso allungamento della pista ciclabile è partito. E i cantieri sono a ridosso della stazione ferroviaria in via Suor Maria Spinelli all’incrocio con via Oneglia e procedendo verso vicolo Pienza. È qui che il Comune ha deciso di smantellare ulteriori parcheggi per far passare la ciclovia tanto contestata dagli abitanti del quartiere che ormai hanno perso i loro posti auto. Una decisione dell’amministrazione comunale che ha ripiegato su una sorta di piano B dopo il progetto naufragato di far transitare il tracciato rosso su viale Italia. Il malcontento comunque aumenta anche per un discorso di sicurezza che per molti verrebbe meno. E l’opposizione non perde tempo nel recepire le istanze dei cittadini. «In questa città ormai – protesta Fabio Paparella, consigliere comunale di Ladispoli Attiva - anche la normalità si trasforma in un completo disastro e in un flagello costante a discapito dei cittadini. Gli sfalci delle erbacce vengono effettuati raramente. La ciclabile ferma per mesi e mesi e l’intervento di Acea sulle fognature che blocca via Nervi programmato da almeno un anno. Tutto è stato programmato negli stessi giorni». Un intero quadrante, tra via Flavia, via Milazzo, via Oneglia, via Nervi, via Cagliari, via Suor Maria Teresa Spinelli, è stato privato della possibilità di parcheggiare. «L’area è completamente bloccata – aggiunge Paparella - ma soprattutto ci domandiamo come potrà essere garantita la sicurezza dei ciclisti su una pista realizzata in vie strette anche per la percorrenza delle sole auto. Altro che visione della città. Qui non riescono neppure a gestire l'ordinario».
Gli incroci tra via Venezia con via Napoli, via La Spezia, via Palermo e via Fiume sono diventati una roulette russa. Si rischiano incidenti tutti i giorni per la visuale scarsa degli automobilisti. Non si è ancora capito come si farà ad affrontare il caos a ridosso della scuola elementare di via Rapallo con l’arrivo anche dei pulmini oltre che delle auto dei genitori che si recano nel plesso ogni giorno per prendere i figli a scuola.
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