TOLFA - "Marzo 1799: il volo del falco". Questo il titolo di un bellissimo video che gira su youtube e che racconta con bellissime immagini un fatto storico riguardante Tolfa.

"Il 15 marzo 1799 le truppe della repubblica giacobina, nata dalla rivoluzione del 1789 (e che in quel momento occupava lo stato pontificio), repressero con estrema durezza una insurrezione degli abitanti di Tolfa, una delle tante rivolte antigiacobine nate in quel periodo, in Spagna, nel Tirolo, nella stessa Francia. Era stata Civitavecchia ad accendere la scintilla della sommossa e a resistere per giorni, finché un accordo aveva posto fine all’assedio; ma non rientrò la ribellione dei Tolfetani, fin quando 1.500 soldati ne repressero la resistenza, e poi fucilarono più di cento di quei riottosi “briganti” (così definiti nei rapporti dell’epoca), compresi tre sacerdoti, davanti alla chiesa della Sughera: lì dove oggi è posta una lapide che li ricorda. Un’immagine che non può non richiamare alla memoria il quadro di Goya, “le fucilazioni del 3 maggio 1808” - spiegano gli autori dell'apprezzato video - abbiamo deciso di ricordare questa vicenda a modo nostro, cercando di costruire un racconto per immagini e musica, un po’ come facevano gli antichi cantastorie; è una specie di suite, in cui si intrecciano diversi temi musicali (e che dura quasi sette minuti, perché era difficile sintetizzare quelle vicende). Non si tratta di una rigorosa ricostruzione storica, anche se siamo partiti dalla copiosa storiografia esistente, perché abbiamo scelto di raccontarla “in prima persona”, cioè come se a parlare fosse uno di quei ribelli: a quei tempi infatti agli umili, ai poveri, raramente era concesso di far sentire la propria voce. Quasi mai. Eravamo consapevoli di un rischio: ma come, andiamo a mettere in discussione i principi e le idee della Rivoluzione dell’89? Le idee su cui si fondano tuttora le libertà e le democrazie moderne. Ovviamente no, anche perché sono le idee per difendere le quali la nostra famiglia ha pagato un tributo molto alto. Solo che non potevamo fare a meno di chiederci perché, con quale diritto, quei 1500 soldati fossero lì, sui Monti della Tolfa. Quegli eventi sono ormai solo una nota a margine nel grande libro della storia, ma certamente tali non furono per chi li visse: la fucilazione di così tanti tolfetani e la distruzione di parte del centro storico, infatti, avrebbero potuto avere conseguenze ancora più terribili per il paese, come accadde ad esempio alla vicina Monterano, abbandonata dai suoi abitanti. La guerra produce sempre di questi orrori. Ma i tolfetani seppero testardamente riprendersi, non cedettero alle devastazioni, e ricostruirono il loro paese, mantenendo viva la memoria di quei fatti. Vale la pena di ricordarli".

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