Nuovo piano urbanistico-commerciale del Comune di Viterbo: «Puntiamo alla riapertura nel centro storico di Viterbo di medie strutture di vendita oggi praticamente inesistenti».
Così la sindaca Chiara Frontini sul piano che dovrebbe essere approvato in consiglio comunale entro la fine del 2026.
Dopo il primo parere positivo espresso a La Provincia dagli addetti ai lavori del commercio e dell’artigianato viterbesi, la sindaca spiega a questo giornale gli obiettivi e le finalità alla base della programmazione.
«Il rilancio commerciale del centro storico è l’obiettivo principale del piano urbanistico commerciale – precisa la sindaca Chiara Frontini - Uno strumento di programmazione che costituisce un importante tassello in quel progetto di rilancio del centro a cui l’amministrazione comunale sta dedicando molte energie.
Sono le linee di indirizzo per il nuovo Piano urbanistico commerciale, approvate dalla Giunta con delibera 91 dello scorso 21 marzo.
Dopo il piano di recupero del centro storico, il piano dehors che è di prossima discussione, il piano urbano della mobilità sostenibile, tutte pianificazioni mancanti e che muovono il passo dall’importanza del rilancio del cuore antico di Viterbo, ora sta per arrivare anche il Piano urbanistico commerciale».
Per l’amministrazione civica, quindi, il piano urbanistico-commerciale è centrale per il rilancio del centro storico di Viterbo che, negli ultimi anni, ha subito una vera e propria desertificazione commerciale che non è solo negativa economicamente ma anche per la sicurezza cittadina in quanto i negozi di vicinato sono da sempre un presidio della legalità.
«Le linee guida del nuovo piano – continua la prima cittadina - si concentrano sul centro storico prevedendo provvedimenti pratici per agevolare le apertura, anche di medie strutture di vendita che attualmente sono praticamente inesistenti e questo impedisce lo sviluppo dei brand, e di strutture alberghiere che sono un’altra nota dolente dell’offerta turistica cittadina».
La qualità dei nuovi insediamenti commerciali in centro e la loro compatibilità con le finalità turistiche e storico-artistiche sono altri punti presenti nelle linee d’indirizzo rese note dal dirigente del settore sviluppo economico e attività produttive.
Lo conferma il consigliere delegato ai rapporti con le imprese Marco Nunzi.
«Le linee guida del piano - dice - limitano o escludono l’insediamento di tipologie di attività qualitativamente non rapportabili ai caratteri storici, quali compro oro, money transfer, centri scommesse e impedisce la presenza di attività di vendita al dettaglio come distributori automatici.
Sarà poi vietata l’esposizione della merce mediante affissione sulle parti architettoniche.
Per le periferie e le frazioni e altre aree scarsamente servite - conclude Nunzi - dovrà essere favorito il mantenimento di una presenza diffusa e qualificata del servizio di prossimità».
Una parte centrale delle linee d’indirizzo riguardano anche il quadrante nord di Viterbo con limitazioni a nuove grandi strutture di vendita per il confluire di problemi legati alla desertificazione del centro e gli ingorghi del traffico, specie nei periodi come il Natale: si vedrà se gli intenti della giunta Frontini sapranno invertire un trend attualmente nero per il commercio e l’artigianato nel cuore della città dei papi.