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LADISPOLI - Donare per poter “ri-donare” a chi ne ha veramente bisogno. Quella messa in piedi, negli anni, da Animo è una vera e propria catena di solidarietà. Punto di partenza: il riutilizzo di oggetti e vestiario. E da qui, con “Nessuno si salva da solo”, da anni, in città, chi può porta all’associazione, oggi in via Genova 11 (alla cittadella della solidarietà) giocattoli, culle, passeggini, scarpette, coperte (tutto ovviamente in buono stato) non più utilizzati ma che potrebbero regalare un sorriso a qualche altro bambino. Fascia d’età 0-16 anni. Anche se dai cinque anni in su, come spiega la presidente dell’associazione, Doris, Bacarelli, le donazioni scarseggiano. Molte cose sono poi cambiate da quel 2020, da quando a causa dell’emergenza sanitaria a causa del covid-19, tutto in città e in Italia, si è fermato. Volontariato e donazioni comprese. «Si dona meno e con uno spirito diverso». Ma la speranza che un giorno, molto presto le cose possano tornare come prima, è sempre viva.


Ma chi aiuta Animo?
«Le famiglie bisognose del territorio che si rivolgono a noi, le case famiglia», spiega la presidente.
E come fate a capire che chi viene qui a chiedere qualcosa sia veramente in difficoltà?
«Lo capisci dal modo in cui chiede, da quante volte la vedi tornare».
E così tra un giocattolo e un vestitino, anche da cerimonia, o addirittura da indossare per la Prima Comunione, i volontari sono impegnati a smistare e censire il materiale in loro possesso.
Non solo abiti in buono stato, da abbinare e regalare, ma anche giochi da tavola, pannolini e tanto altro ancora. «Solitamente chi prende da noi qualcosa, quando non serve più ce lo restituisce affinché possiamo donarlo ancora una volta ad un’altra famiglia». Solidarietà su solidarietà che ora si cerca di portare anche all’interno delle scuole, come alla Ladispoli 1 dove ha preso il via il progetto “Social Skills”. Obiettivo: promuovere il benessere scolastico, prevenire il disagio giovanile, sviluppare comportamenti relazionali coerenti e favorire l’inclusione scolastica attraverso attività concrete e significative. Al centro del progetto ci saranno le ragazze e i ragazzi della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo Ladispoli 1, che affiancheranno le volontarie e i volontari del progetto “Nessuno Si Salva Da Solo”.


Attenzione particolare, da quest’anno, anche ad una maggiore integrazione e indipendenza delle donne straniere. «Molte di loro non parlano italiano - spiega Doris - e così abbiamo avviato un corso di lingua appositamente per loro che si svolge tutti i mercoledì mattina dalle 10 alle 12 presso l’associazione Chaplin in via Duca degli Abruzzi». Un modo, anche questo, per farle sentire ancor di più parte della comunità.
Insomma, tanti obiettivi, tanti sogni che ogni giorno, con amore e dedizione i volontari portano avanti sognando un mondo migliore e sempre più solidale.
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