TARQUINIA - Due casi in una giornata. Tanto è bastato a sollevare polemiche sul cordolo che costeggia la pista ciclabile sul lungomare di Tarquinia Lido, preso in pieno da due macchine.

Le opinioni si dividono tra chi invoca una maggiore attenzione degli automobilisti e chi invece chiede un’adeguata segnaletica. Il dibattito corre sui social. Sulla questione, tra gli altri, è intervenuto anche Anselmo Ranucci, ex amministratore: «Non volevo intervenire, ma certi commenti fanno ridere e come fai a non dire nulla - dice Ranucci - Basterebbe fare una semplice domanda: o il cordolo ha attraversato la strada senza guardare e non sulle strisce pedonali o qualcuno, può succedere, non era attentissimo».

«Capisco che la faziosità fa parte del nostro Dna - dice Ranucci - come uno dei peggiori difetti del genere umano, ma come si fa a dare la colpa alla mancanza dei segnali o mostruosità addirittura al cordolo. Ma se ci fossero stati dei bambini in bicicletta? Colpa del cordolo? Sarebbe meglio dire, colpa nostra, perché quel signore o signora per salire li sopra, vuol dire che era da tanti metri in una situazione di pericolo per ciclisti o pedoni. Adesso tutti quelli che hanno rotto .... per anni sulla pista ciclabile protetta e fatta, lo ripeto, a norma dai migliori studi tecnici di Tarquinia, evitino di parlare o abbiano il pudore di non disquisire di cose di cui non conoscono la normativa. Vedendo gli ultimi incidenti mi chiedo ma quante vite ha salvato? Il resto, ignoranza allo stato puro. Buona giornata a tutti e cerchiamo, io per primo, di guidare con più attenzione».

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