Roma, 3 apr. (Adnkronos) - L'annullamento degli impegni in agenda e la convocazione in tutta fretta della task force a palazzo Chigi, per le opposizioni sono la plateale conferma di quanto Giorgia Meloni sia stata travolta dalla scure dell''amico Donald'. Nessuno sconto dal presidente Usa che sui dazi fa mostra di non guardare in faccia nessuno. Siano amici, nemici o 'pontieri'. Un "disastro annunciato" ma la premier è rimasta "inerte" per "non urtare l'amico Donald", attacca Elly Schlein. "Meloni è arrivata totalmente impreparata a questa catastrofe" sebbene "annunciata da tempo", rincara Giuseppe Conte. Il Liberation Day è arrivato e le opposizioni presentano il conto. Mettono sotto accusa la premier, il trumpismo del governo, l'assenza di una strategia, di un piano per affrontare "lo tsunami annunciato" e anche il silenzio di palazzo Chigi su quali mosse mettere in campo. "La verità è che il governo non sa che pesci pigliare", taglia corto Matteo Renzi. Per Schlein quella di Trump è "una mazzata" che farà "perdere all'Italia miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro. I danni saranno enormi". E per la segretaria del Pd "è incredibile come il governo sia rimasto fermo, senza fare niente. Giorgia Meloni ha usato il condizionale fino a ieri per non urtare l'amico Donald e fa arrivare l'Italia impreparata a questo disastro. Adesso basta, il governo deve svegliarsi e scegliere di stare dalla parte dell'Europa". Quella è l'unica strada percorribile per Schlein che parla di reazione "mirata e proporzionata" che costringa "Trump a negoziare con una voce unica europea e tenendo la schiena dritta per scongiurare una guerra commerciale senza limiti e evitare la delocalizzazione di produzioni manifatturiere dall'Europa e dall'Italia verso gli Usa". Meloni, incalza Conte, "è rimasta inerte, aspettando di essere ricevuta da Trump alla Casa Bianca e invece è stata ricevuta solamente al congresso di Calenda...". E l'ex-premier si toglie un sassolino dalla scarpa richiamando l'accordo della Via della Seta: avrebbe offerto una base "per offrire un mercato importantissimo come sbocco ai nostri imprenditori" ma Meloni "lo ha strappato e ora dovrà andare con il cappello in mano da Xi Jinping. A Palazzo Chigi abbiamo dei dilettanti che stanno facendo male all'Italia". Una constatazione che accumuna Conte a Renzi: "Ho visto che oggi Meloni ha riunito la task force. Avete visto chi c'è? Lollobrigida, Urso e poi Salvini e Tajani... Faccio un appello alla presidente del Consiglio: questa è una storia complicata, se vogliamo affrontarla togliamo Lollobrigida e Urso, via i cognati e i camerati, e mettiamo due persone che vengono dal mondo delle imprese". E poi Avs con Nicola Fratoianni: "Trump dichiara guerra all'Europa con i dazi. Ora l'Europa reagisca". E poi Angelo Bonelli: "Oggi una riunione di maggioranza a Palazzo Chigi sui dazi, senza dire nulla al Paese. Prendiamo schiaffi da Trump e Vance, e l'unica cosa che viene comunicata al Paese è prudenza. Da Salvini a Urso hanno riempito di idiozie l'Italia e trasformato il nostro Paese in uno Stato vassallo di Trump". Carlo Calenda è durissimo su Trump che "riporta le lancette all'Ottocento". Ed ora, cosa fare? Per il leader di Azione, invece di rispondere solo con i dazi, "cominciamo a colpire le big tech americane con una tassa sul fatturato" e poi aumentare la domanda interna europea, "per farlo dobbiamo incentivare gli investimenti e aumentando i salari con il salario minimo e il rinnovo dei contratti". Per Riccardo Magi di Più Europa "il ponte che voleva costruire Meloni con gli Usa si è rivelato più illusorio di quello sullo Stretto di Messina. Il rapporto tra Trump e Meloni non esiste e non sarà lItalia da sola a potersela cavare. Meloni si coordini con lUnione e lasci perdere eventuali fughe in avanti solitarie".