Gli ultimi due anni sono stati molto complicati per chi ha viaggiato in aereo. Da un lato a causa degli scioperi che, a cadenza più o meno regolare, hanno creato un notevole senso di incertezza tra i passeggeri. Dall’altro per colpa di ritardi record o di cancellazioni di voli improvvise. Una situazione che ha avuto un’ulteriore conseguenza: il primato di richieste di risarcimento da parte delle vittime dei disservizi. Ma qualcosa potrebbe cambiare a breve. È infatti in fase di discussione una modifica del Regolamento CE 261, la normativa europea che tutela chi vola e stabilisce entità e accesso ai rimborsi. Vediamo di che si tratta.

Il Regolamento CE 261 verrà modificato?

In questi giorni a Bruxelles è iniziata una discussione relativa ad eventuali modifiche da apportare al Regolamento CE/261 approvato nel 2004 e in vigore dal 2005. Se ne era già parlato nel 2013 ma da qualche tempo le voci si fanno sempre più insistenti, anche a causa dell’aumento delle pressioni provenienti dalle principali compagnie aeree.

Al di là degli aspetti puramente tecnico-legislativi, il punto focale della questione è la rimodulazione delle ore di ritardo che darebbero accesso al risarcimento. Si parla infatti di introdurre un nuovo sistema di compensazioni che dà diritto al rimborso con un ritardo accumulato di 5 ore per i voli a corto raggio (invece delle 3 attuali), di 9 ore per quelli a medio raggio e addirittura di 12 ore per le tratte più lunghe.

Cosa fare se l’aereo è in ritardo e come richiedere il rimborso

In attesa di informazioni più dettagliate e di novità su una discussione che si preannuncia lunga e difficile, restano in vigore le norme attuali che danno diritto a un rimborso in caso di volo in ritardo superiore a 3 ore.

Questo a meno che il ritardo accumulato (calcolato nel momento in cui si aprono le porte dell’aereo) sia causato da circostanze eccezionali, fattispecie in cui rientrano emergenze mediche e meteorologiche, limitazioni del traffico aereo, malfunzionamenti ai radar dell’aeroporto o problematiche di carattere geo-politico.

Come si legge sulle guide di AirHelp, società specializzata nel supporto alle vittime dei disservizi aerei quali volo in ritardo, cancellati oppure casi di volo in overbooking, i voli di lunghezza inferiore ai 1.500 km danno diritto a una compensazione di 250 euro. Quelli di media lunghezza a una di 400 euro e quelli più lunghi a una compresa tra i 300 e i 600 euro, a seconda dell’entità del ritardo accumulato.

Altra informazione importante è che la legge garantisce ai passeggeri, in caso di ritardo superiore alle 5 ore, anche il diritto di rinunciare al volo di ottenere il rimborso del biglietto pagato per la parte non effettuata del viaggio. A questo vanno aggiunte, tra le altre tutele, il diritto all’assistenza in aeroporto e un eventuale viaggio gratuito verso lo scalo di partenza.

Per richiedere i rimborsi, infine, è sufficiente recarsi presso il desk della compagnia di volo con testimonianze del ritardo accumulato e i documenti di prenotazione, carta d’imbarco compresa. In alternativa è sempre possibile affidare la pratica a una delle società che si occupano di rimborsi e risarcimenti.

Stop all’obbligo di conciliazione

Dalla fine dello scorso anno, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, l’iter per richiedere i rimborsi aerei si è notevolmente velocizzato.

Il Tar del Piemonte ha infatti posto fine alla delibera dell'Autorità di regolazione dei trasporti dell’8 febbraio 2023, n. 21. che stabiliva un tentativo di conciliazione obbligatorio tra vittima del disservizio e compagnia per stabilire modalità ed entità del risarcimento. Prima della sentenza era possibile proporre il ricorso in sede giurisdizionale solo a seguito del suddetto tentativo. Condizione che implicava un costo in più per il consumatore e una pratica più lunga.

Adesso, invece, per il cittadino che intende chiedere il risarcimento è sufficiente inviare una PEC alla mail ufficiale dell’operatore di volo.

Ritardo aereo: le compagnie con più problemi di puntualità

In tutto il 2024 le statistiche ufficiali relative allo stato di salute dei voli sono state poco incoraggianti. In Europa sono stati accumulati la bellezza di 30 milioni di minuti di ritardo. La puntualità delle partenze è stata invece del 66,2%. Ovvero l’1% in più del 2023 e il 6,5% in meno del 2019.

Molteplici le cause alla base di questa congiuntura negativa, dall’aumento del traffico, tornato ai livelli pre-pandemia, passando per le restrizioni degli spazi aerei causate dalla difficile situazione geopolitica, fino ad arrivare al verificarsi di eventi meteorologici sempre più estremi e ai problemi di manutenzione delle flotte.

Ma, ciò nonostante, alcune compagnie sono riuscite a mantenere standard qualitativi di tutto rispetto con una puntualità negli arrivi superiore all’80%. Tra queste spiccano i nomi di Iberia Regional (86%), Widerøe (85%), e Vueling (83%), operatore low cost attivo anche in Italia.

Decisamente peggiori, invece, le prestazioni di vettori molto noti nel nostro Paese come EasyJet e Ryanair che non sono andate oltre il 69%, anche se la peggiore in assoluto è stata TAP con appena il 64% dei voli arrivati in orario.