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«Tutto va a gonfie vele, ma solo nei video spot e negli annunci della sindaca Chiara Frontini. Basta farsi un giro per capire che la città raccontata dalla prima cittadina, non esiste. Lo hanno gridato a gran voce i residenti di Bagnaia sulla stampa qualche giorno fa. Stanchi del degrado dilagante, sono esplosi denunciando lo stato di abbandono della frazione». A parlare è Elisa Cepparotti, coordinatore comunale della Lega che su Bagnaia rimarca che «la precedente amministrazione, con l’assessorato all’urbanistica della Lega, ha messo parecchi soldi, elaborando progetti importanti che ora sta portando avanti l’amministrazione Frontini, anche se la prima cittadina si guarda bene dal riconoscere i meriti altrui. Degli altri è bravissima a stigmatizzare i demeriti, magari anche trasformando “pagliuzze” in “travi”. Ad ogni modo, il fatto che il Comune, ora, sia intento a portare avanti i progetti strategici, non significa che si possano condannare i cittadini a vivere nel degrado e nell’incuria». Cepparotti punta l’attenzione sulla manutenzione. «Questo lo fa un’amministrazione che, a parte lo spendere i soldi portati da chi c’era prima, non è stata nemmeno in grado di assolvere all’ordinaria manutenzione cittadina. Mi preme, dunque, di aggiungere a quello già lamentato dai cittadini, tante altre mancanze che la città è costretta a subire ogni giorno: la zona artigianale abbandonata a se stessa con arbusti che sono diventati alberi e che stanno distruggendo i marciapiedi; le vie di accesso a Villa Lante piene d’erba e scritte sui muri; i giardinetti inaugurati da questa amministrazione con una targa, senza fare alcuno stanziamento, sono diventati impraticabili per la totale incuria. Inoltre: la frana sul marciapiede di viale Fiume rimasto inutilizzabile, la scuola abbandonata, dove è stata più volte segnalata invano la muffa nell' atrio, così come i diversi problemi della palestra e del cancello d'ingresso dell' infanzia. Il parcheggio del cimitero, anche questo in evidente stato di abbandono, è stato inaugurato con una targa senza metterci un centesimo e senza nemmeno spendere una parola per l’amministrazione precedente che ha fatto tutto il lavoro».
Per Cepparotti si tratta di «un modo di fare che evidenzia una mancanza di stile che questo tipo di civismo evidentemente non ha. A dire il vero, considerando i modi e i toni usati da Chiara Frontini in questi circa dieci anni per affossare tutti i suoi avversari politici, nemmeno ce lo aspettavamo. Ci saremmo invece attesi qualcosa in più da chi prometteva di cambiare il mondo in 100 giorni. E in un certo senso l’ha fatto. In peggio».
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