L’osservatorio del turismo, ancor prima di essere istituito, è, secondo i gruppi di opposizione, viziato da una serie di incongruenze.
Ieri la seconda commissione era chiamata a deliberare sull’istituzione dell’osservatorio e ad approvare il regolamento. Già a inizio lavori la minoranza solleva la questione sul tipo di atto - è politico o tecnico? - e pertanto quale sia la commissione più idonea a discuterne. E comunque ritiene sarebbe stato più utile convocare congiuntamente le due commissioni a cui l’argomento attiene.
Ma la vera bagarre si scatena quando si arriva all’articolo del regolamento sulla composizione dell’organismo, nel quale si stabilisce inoltre che il ruolo di presidente sarà ricoperto di diritto dalla sindaca.
Sussulto generale da parte di tutti i gruppi di minoranza. Con Laura Allegrini, capogruppo di Fratelli d’Italia, che dopo aver stigmatizzato la visione del documento troppo caratterizzata dall’aspetto economico, dichiara: «se l’osservatorio ha natura tecnica allora oltre alla sindaca deve essere rappresentata anche l’opposizione».
A far ‘ribollire’ gli animi sono poi le categorie individuate per la composizione dell’osservatorio e citate nell’articolo 4 del regolamento: «L’Osservatorio per il turismo è composto dalle rappresentanze territoriali delle associazioni di categoria riconosciute dal Ministero del Turismo e da enti, associazioni, organismi di rappresentanza, associazioni datoriali, comitati o simili dotati di personalità giuridica che abbiano, nei propri statuti, scopi afferenti alla rappresentanza economica nel settore del turismo, dell’accoglienza, della ristorazione, con associati aventi sede legale od operativa nel territorio del Comune di Viterbo per almeno l’80% del totale degli iscritti». «Troppi paletti per un organismo di consultazione, non favoriscono la partecipazione» rileva Alvaro Ricci, capogruppo Pd, che a tale proposito annota che «visti i requisiti previsti, resterebbero escluse realtà rilevanti come la Fondazione Carivit e Archeoares. Questo dovrebbe essere uno strumento che favorisce la collaborazione e attirare interessi non solo economici».
Idea condivisa da Letizia Chiatti del gruppo misto che stigmatizza: «Questo osservatorio in realtà è composto solo da operatori economici ma il turismo non riguarda soltanto questo aspetto». Tutte le forze di opposizione invitano quindi la sindaca Chiara Frontini e la maggioranza a sospendere i lavori, ritirare il documento e a riproporre il regolamento con il testo rivisto. Niente da fare. La prima cittadina, che ha avocato a sé le deleghe a Sviluppo economico e Turismo dopo le dimissioni di Silvio Franco, vuole andare avanti e dichiara: «Non vedo motivo di sospendere. Raccogliamo le vostre osservazioni ma si scontrano con ragioni diverse dalla nostra impostazione sull’osservatorio. Ci confronteremo con la maggioranza e ne terremo conto in sede di consiglio».
Il presidente di commissione Francesco Buzzi interviene per dire «votiamo il regolamento così com’è, andiamo avanti» provocando una rumoreggiante alzata di scudi da parte della minoranza. «Non ci potete chiedere di votare al buio» dichiara la meloniana Allegrini per poi ammonire: «se l’osservatorio sarà composto soltanto da operatori economici così come avete deciso, noi di Fratelli d'Italia ne creeremo uno ombra, parallelo».
Furioso il leghista Andrea Micci, solitamente sempre pacato nei suoi interventi, che oltre a non capire il motivo dell’urgenza di approvare subito il regolamento, afferma: «Non voterò l’articolo sulla composizione, né gli altri, né il regolamento. È scritto e pensato male, c’è solo una visione economica. Non è uno strumento né politico né tecnico».
Poi si alza e abbandona l’aula, immediatamente seguito da tutti gli altri esponenti dell’opposizione. Come se nulla fosse accaduto, sindaca e maggioranza non fanno una piega. Anzi si decide di votare, e approvare, il resto degli articoli del regolamento - dieci in totale - senza neanche darne lettura. La seconda commissione dà quindi il via libera. Sull’argomento è stata convocata lunedì la prima commissione per l’esame del regolamento dal punto di vista tecnico ma diversi consiglieri di minoranza hanno già annunciato che, se il regolamento non sarà modificato, non si presenteranno perché «sarebbe inutile».