TOLFA - A Tolfa in primavera è tradizione raccogliere non solo gli amati "abbojele" (rafani) e asparagi ma anche la borragine, una pianta spontanea dei Monti della Tolfa.

"La borragine - spiegano dal Rione Rocca - era particolarmente apprezzata dai romani, ma anche dai greci: i primi amavano aggiungere i suoi fiori al vino perché ritenevano fosse un ottimo antidoto alla tristezza; i secondi invece la utilizzavano per curare i mal di testa. Pare che anche i celti fossero soliti apprezzare la borragine: veniva infatti offerta ai guerrieri per dare loro la forza di affrontare i nemici in battaglia. La parola celtica "borrach" significa appunto 'coraggio'. Qui da noi a Tolfa è ripico raccogliere la borragine e consumarla come piersnza o assaporare suoi fiori in tisane. Le foglie di questa pianta vengono utilizzate per farne frittelle, ripieno per ravioli, frittate e anche nell'acquacotta di stagione. Le foglie più tenere e verdi si utilizzano insieme ad altre punte spontanee per fare fresche insalate condite con il tradizionale "pisto" composto da aglio, acciughe, olio, sale, peperoncino e aceto".

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