RONCIGLIONE - «La ferrovia Civitavecchia-Orte è una ferrovia del Lazio non attiva e in parte disarmata. Fu progettata per collegare le acciaierie di Terni con il porto di Civitavecchia. La linea fu inaugurata il 28 ottobre 1928, in occasione del VI anniversario della Marcia su Roma, e aperta al traffico esattamente un anno dopo. Nel 1942 si avviarono i lavori di elettrificazione della linea, bruscamente interrotti dal bombardamento di Civitavecchia del 1943. La linea fu riattivata completamente nel 1947; l’elettrificazione fu rinviata indefinitamente, fino alla chiusura della tratta Civitavecchia-Capranica, avvenuta dopo che nella notte dell’8 gennaio 1961 all’imbocco della galleria Cencelle, lato Civitavecchia, alla progressiva chilometrica 13+200, una piccola frana ostruì parte del binario. Rimase così in esercizio la tratta da Capranica a Orte, per poi venir chiusa al traffico regolare il 25 settembre 1994. La linea non è mai stata ufficialmente soppressa ma è di fatto totalmente esercitata con autoservizi sostitutivi». Lo dice, in una nota, Mario Pietrangeli, vice presidente nazionale Aec e ideatore del premio Ferroviario Europeo “Euroferr”. «L’elettrificazione, avvenuta nel 1936 - prosegue - interessò solo il breve tratto Aurelia – Civitavecchia. Nel maggio 1943 la ferrovia fu interrotta per danni di guerra in più punti e riattivata in varie fasi tra il 1945 e il 1947. Il tratto Capranica Sutri -Civitavecchia fu interrotto a causa di una frana nel 1961 e completamente abbandonato nel 1963. Nel 1988 il tratto Aurelia – Civitavecchia fu elettrificato a 25000 V 50 Hz monofase per eseguire dei test sperimentali, che non sono mai stati svolti. Il tronco Orte-Capranica, dismesso nel 1994, è ancora armato ed efficiente, con le opere d’arte in discrete condizioni. Da Capranica a Fabrica la linea è usata come raccordo tra la rete FS e la linea Roma-Viterbo della Mt. I fabbricati delle ex-stazioni sono generalmente in buone condizioni e in alcuni casi abitati. Il tronco Capranica-Civitavecchia, chiuso nel 1961 a causa di frana avvenuta nei pressi della galleria Cencelle, è invece in stato di abbandono, con il binario presente solo negli ultimi 10 km prima di Civitavecchia, dove è usato (per circa 4 km) come raccordo merci per un deposito di automobili. I fabbricati sono in precarie condizioni ed alcuni sono fatiscenti. Questo tronco, a partire dal 1986, è stato più volte oggetto di lavori di ripristino iniziati ma mai terminati, che hanno visto il ripristino della sede ferroviaria, dei ponti e delle gallerie. In conseguenza di ciò, la sede ferroviaria è oggi visibile per l’intera estesa, ma percorribile solo a tratti a causa di cancelli e frane che ostruiscono il passaggio in più punti, della chiusura dell’imbocco lato Civitavecchia della galleria Casalone e della rigogliosa vegetazione cresciuta in più punti tra Mole del Mignone e Civitavecchia. Per quanto precede Aec appoggia la riapertura della intera ferrovia Civitavecchia – Capranica – Orte soprattutto per il traffico merci (in quanto collega il porto di Civitavecchia con le acciaierie di Terni, con l’Adriatico e il porto di Ancona nonché con il resto del paese) e passeggeri, in particolare, appoggia una riapertura in progressione: immediatamente si dovrà prevedere la riapertura della Capranica Fs fino alla stazione di questo permetterebbe la realizzazione dei treni storici e turistici da Roma e da altre località verso il borgo storico Etrusco e meraviglioso di Ronciglione. A tal fine Aec collaborerebbe alla realizzazione di un museo a cielo aperto sul Ponte tipo Eiffel di Ronciglione e sui 16 film girati presso la bella stazione di Ronciglione (per la parte Film si chiederà l’aiuto del centro sperimentale e di Cinecittà), ricordiamo che il film Premio Oscar: “La vita è bella” è stato girato in parte presso la citata stazione; successivamente si dovrà prevedere la riapertura della Ronciglione – Gallese – Orte; infine, si dovrà prevedere, la ricostruzione della linea ferroviaria da Civitavecchia a Capranica. Aec ritiene che tale piano che si sviluppa progressivamente possa superare l’attuale staticità e possa superare gli ostacoli burocratici che impediscono il finanziamento e l’avvio dei lavori, per la riapertura dell’intera linea necessaria prioritariamente per il traffico merci e passeggeri, conclude Pietrangeli.

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