«L’intelligenza artificiale è un’onda che sta cambiando la nostra società e che non possiamo fermare. Quindi è inutile cercare di limitarne l’uso specialmente nella scuola. Non possiamo prevedere che tipo di impatto avrà sulla nostra società nei prossimi dieci anni. Bisogna solo studiare bene il fenomeno e cercare di guidarlo, soprattutto nella scuola e nell’Universita». Così il rettore Stefano Ubertini intervenendo oggi al convegno “A scuola con l’intelligenza artificiale” che si è tenuto nell’aula magna dell’Università degli studi della Tuscia, organizzato dall’Associazione nazionale presidi. Presenti al convegno anche il presidente commissione Ambiente della Camera, Mauro Rotelli, il consigliere regionale Daniele Sabatini (FdI), la presidente di Anp Lazio Cristina Costarelli e il provveditore agli studi Daniele Peroni. 

Ubertini ha quindi rivolto un monito agli studenti: «Se l’intelligenza artificiale per voi diventa una scorciatoia se non acquisirete le competenze, tra dieci anni, quando questa intelligenza artificiale che oggi ci sembra già potentissima, diventerà ancora più potente, quale sarà il vostro ruolo nella società?». 

Rotelli ha detto che «questo è un tema al centro dell’agenda nazionale e internazionale Da una parte, attraverso le tecnologie, si possono ottenere straordinari risultati anche per quanto riguarda la difesa dell’ambiente, la tutela delle specie protette e della biodiversità, dall’altra tutto questo necessita di flussi di energia piuttosto rilevanti. È un argomento che ha tenuto banco anche all’ultimo G7, in particolare relativamente alla dislocazione dei data center e la potenza energetica di cui hanno bisogno. Si sta pensando a come mettere insieme tecnologie e fonti di energia rinnovabili. Su questo il dibattito è tutto aperto».