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«Generalmente apportiamo sempre delle migliorie alla Macchina ma, quest'anno, non faccio modifiche sostanziali».
Raffaele Ascenzi, ideatore di “Gloria”, la Macchina di Santa Rosa all'ultimo trasporto, a La Provincia spiega che il 7° trasporto della sua creatura non avrà novità tecniche, di luci o architettoniche rispetto all'anno scorso. Facendo un bilancio del trasporto di Gloria, la sua seconda Macchina vincente del concorso di idee, Ascenzi ricorda molti momenti di questi intensi anni trascorsi a rendere la sua Macchina praticamente perfetta da ogni punto di vista.
«Questa è una composizione che nasce nel 2015 e, normalmente, un modello dura 5 anni – dice ancora Ascenzi - ma, considerando il Covid e due trasporti in più concessi dal Comune di Viterbo, sono ormai 9 anni che Gloria è la Macchina in carica . Non ho fatto modifiche sostanziali all'illuminazione perché penso di avere raggiunto la perfezione di questa Macchina durante lo scorso trasporto. Ho voluto, invece, aggiungere una componente più umana: lei già contiene i messaggi dei fedeli rivolti a Santa Rosa e, questo, lo simboleggiano anche gli angeli che portano un braccio verso il cielo con una pergamena proprio per dire di scrivere una preghiera ed io la comunicazione alla nostra santa». Ascenzi ha saputo unire l'aspetto tecnico a quelli artistico e religioso, puntando sulla simbologia, l'allegoria e lo spirito devozionale.
«Ogni elemento architettonico e scultoreo della Macchina – precisa Raffaele – è stato attribuito ad un facchino deceduto in passato ma quest’anno ho voluto aprire a tutti i viterbesi ed ai fedeli e chiunque può mandarmi un nominativo che può inserire nella Macchina. Ho provveduto a scrivere i nomi e comporre delle scritte che rimarranno lì per sempre». Per quanto riguarda le emozioni di Raffaele Ascenzi, al suo ultimo trasporto di Gloria, ci confida che «è sempre una grandissima gioia essere a contatto con questa tradizione secolare, io ricordo che sono stato facchino di S.Rosa per 20 anni, ora è un po’ che ho smesso ma il mio cuore è sempre legato a questa manifestazione viterbese che si perde nel tempo. Essere anche l’ideatore della Macchina ed esserlo stato per 15 anni, se sommiamo i 6 anni di Ali di Luce che è stata la mia prima Macchina dal 2003 al 2008, è un’emozione indescrivibile».