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CERVETERI - «La mozione per via di Ceri è stata approvata: ci aspettiamo che questa giunta si attivi per il ripristino della strada almeno su una corsia collocando una rete di protezione». Per Gianluca Paolacci, consigliere comunale di opposizione, è un passo in avanti il fatto che al Granarone anche la maggioranza non si sia tirata indietro nel votare positivamente il punto all’ordine del giorno. «Devo dire che grazie ai cittadini, che molto spesso evidenziano molte criticità – aggiunge lo stesso Paolacci -, si riescono a risolvere alcuni dei problemi di questo territorio. Ecco, sono soddisfatto che ci sia stata coerenza. Certi aspetti vanno risolti senza prendersi i meriti. È un dovere, abbiamo fatto il nostro. Ora vedremo quello che accadrà». Come dalle parole si passerà ai fatti però non è chiaro. Il 3 ottobre scorso durante il maltempo si verificò una frana che provocò la chiusura della strada nell’omonima frazione di Cerveteri dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Fu un miracolo che nessuno automobilista si ritrovò a passare da lì in quel preciso momento. A distanza di quasi sei mesi restano solo le macerie nell’area con una situazione di immobilismo che sta penalizzando i residenti e chi vuole raggiungere il Borgo di Ceri o i frantoi oleari. Né la Regione Lazio, né il Comune hanno previsto di impegnare dei fondi per poter procedere con la ristrutturazione della parete tufacea crollata improvvisamente dopo la pioggia abbondante che ha spaccato le rocce. Anzi, a dire il vero la Pisana difficilmente elargirà un contributo economico come aveva confermato più volte da Anna Lisa Belardinelli, ex consigliere comunale di Cerveteri e attualmente impegnata con un incarico nella segreteria dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici Rinaldi. Si aspetta un segnale dalla sindaca, Elena Gubetti o dall’assessore ai Lavori pubblici, Matteo Luchetti, che al momento però non hanno detto come agire a tutela della popolazione. Il rischio è che questo scenario si prolunghi ancora per molto tempo nonostante i cerveterani aspettino un segnale.
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