PHOTO
S. MARINELLA - “Sicurezza e giustizia sociale, limiti e fragilità”. E’ questo il titolo dell’incontro pubblico che si svolgerà venerdì alle 18 presso la Casina Trincia. Interverranno Massimiliano Valeriani consigliere regionale Pd Lazio, commissione trasparenza e coordinatore del forum nazionale sulla casa, Cristina Michetelli, consigliera delegata al bilancio e patrimonio della Città Metropolitana di Roma Capitale e membro della Direzione nazionale del Pd, Denise Amerini, responsabile carceri e dipendenze Cgil. Moderatrice Paola Fratarcangeli consigliera comunale, delegata alle pari opportunità. “Questo incontro – dichiara la Fratarcangeli – sarà una occasione per fare chiarezza sulle misure introdotte dal ddl sicurezza voluto dal Governo che sta sollevando un ampio dibattito nel Paese e una forte mobilitazione in particolare nelle grandi città. Riteniamo importante, informare ed approfondire alcuni aspetti del decreto, che vanno ad incidere sulla quotidianità di cittadini e cittadine, purtroppo non in modo positivo, favorendo le disuguaglianze e le insicurezze. La proposta, dopo l’approvazione a settembre alla Camera, è ora in esame al Senato, ma non si conoscono i tempi per l’approvazione, a causa dell’incompatibilità di alcune norme con i principi fondamentali della giustizia penale e dello stato di diritto, e proprio per questo ha visto la presa di posizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. La voce comune di tante associazioni e organizzazioni della società civile, del mondo accademico e di cittadini è quella che si tratti di un decreto che porta misure volte a produrre paura e insicurezza, con una svolta giustizialista ed autoritaria che legge la sicurezza solo in termini securitari e non sociali, limitando alcune libertà di pensiero soprattutto per le persone più fragili, donne e giovani. Infatti, con l’approvazione del provvedimento, verrebbero introdotti numerosi, nuovi reati, come ad esempio il blocco di strade o ferrovie durante le manifestazioni o quello di rivolta penitenziaria, che si applicherebbe anche alle forme di resistenza passiva e non violenta, la cancellazione del differimento della pena in carcere per le detenute madri di bambini nei primi mesi di vita”. “Per questo è necessario - conclude Fratarcangeli - che la sicurezza parta dall’investimento nei diritti sociali, nel lavoro e nella solidarietà, costruendo consapevolezza e informazione su provvedimenti che toccano i pilastri della democrazia e della Costituzione”.