Un centro sempre più buio e sempre più deserto. Situazioni che acuiscono la percezione di scarsa sicurezza, già fortemente sentita da residenti e commercianti. Nel girare per le strade di quello che dovrebbe essere il cuore attrattivo di una città, che si candida a Capitale europea della cultura, la parola che sale alle labbra è “desolazione”. Una teoria di negozi chiusi, di attività che hanno abbassato la serranda definitivamente o per trasferirsi fuori le mura. Una ‘fuga’ che in molte zone della città si traduce anche in pozze di buio. Perché le attività commerciali con la loro presenza e le loro vetrine, oltre a rendere vitale un’area, assicurano una fonte di luce che supplisce in maniera significativa all’inefficacia dei lampioni pubblici. È vero che Viterbo è città medievale ma ciò non giustifica un’intensità dell’illuminazione pubblica pari a quella delle torce. Basta passare per via Cairoli, dove con il trasferimento della farmacia, si è creata una zona buia. E con il trasloco, a brevissimo, dell’erboristeria all’angolo l’oscurità sarà totale. Per di più in un quartiere dove purtroppo regna, senza che qualcuno si prenda la responsabilità di metterci mano, il degrado. Soprattutto sociale. Con le politiche attuate negli anni dalle amministrazioni che si sono succedute la zona tra il Sacrario e San Faustino da quartiere del centro storico è stato trasformato in periferia suburbana.


Probabilmente Viterbo è l’unica città italiana che invece di preservare il proprio ‘salotto’ storico - elemento importante su cui costruire un’opportunità di sviluppo turistico - ha scelto di trasformare il centro in un coacervo multirazziale, privandolo di una propria identità. E lo stato di salute, sempre più precario, del centro storico continua ad essere messo sotto scacco. I residenti sono sempre più esasperati, sentimento condiviso anche dai commercianti che cercano strenuamente di resistere all'interno delle mura. Provano ad alzare la voce e tra questi c’è anche Marco Morbidelli che, sul suo profilo social, si lascia andare a uno sfogo dopo aver ascoltato la narrazione della sindaca Frontini nel video, appuntamento fisso del lunedì, in cui elenca cosa sta facendo per la città.
«Nella televendita del lunedì, dove il nulla viene venduto a caro prezzo ai Viterbesi, ancora una volta il sindaco si fa grande per il nuovo parcheggio gratuito in fase di realizzazione in zona Riello». Morbidelli fa riferimento all’intervento di riqualificazione dell’area nei pressi del tribunale dove saranno realizzati 236 nuovi stalli gratuiti, una zona giochi con outdoor gym, nuova illuminazione e messi a dimora 58 nuovi alberi).
Il commerciante prosegue affermando: «L’ennesima dimostrazione che ormai il Centro Storico è stato abbandonato al suo destino e ogni decisione presa riguardante questa zona della città, quella che oggi più di ogni altra necessita di interventi immediati e ristoratori per la situazione delle attività commerciali che quotidianamente abbassano le saracinesche per sempre, viene invece messa nemmeno in secondo piano ma proprio archiviata come se ormai nella sua mente il destino fosse segnato per tutte quelle persone che continuano ad affannarsi e arrangiarsi per non spegnere definitivamente l’insegna».
Ricorda poi come da anni i titolari delle attività in centro chiedano «a gran voce di prevedere delle soglie di gratuità per il parcheggio del Sacrario, o dei giorni (magari un paio a settimana, quelli con minore affluenza e incasso della struttura) che lo stesso possa essere totalmente gratuito per riabituare le persone a servirsi e recarsi in centro. Lo avevamo chiesto già nel dicembre 2023 per le festività ma ci è stato arrogantemente negato. Lo abbiamo richiesto nel 2024 in virtù di una situazione anche peggiore dell'anno precedente ma anche qui ci è stato risposto che non era possibile perché non è possibile togliere quei fondi dell’incasso previsto di Francigena. Ma poi - stigmatizza - ci si accorda, con un accordo frettoloso e pericoloso, a concedere la sosta di un’ora e mezza gratuita al parcheggio che andrà a servire un noto supermercato privato e poi a realizzare ulteriori stalli gratuiti al Riello». Per il commerciante «è palese la volontà di danneggiare il centro storico, di volerlo ridurre a un livello di decadenza inimmaginabile ignorando ogni richiesta di buon senso che viene fatta.
In compenso a Natale si è proceduto con la chiusura delle porte per cacciare quei pochi avventori che hanno provato a raggiungere agevolmente il centro… Sì agevolmente, perché quello di riuscire a raggiungere i propri negozi di fiducia da parte dei nostri clienti non è, e non deve essere, un privilegio ma un diritto. Un diritto riservato solo agli utenti delle zone commerciali periferiche, creando disparità di trattamento sia negli utenti che agli addetti delle attività commerciali».
Poi lo strale finale contro l’amministrazione Frontini. «Oltre l’arroganza amministrativa serve anche saper ascoltare le esigenze di tutti, perché far proliferare una Viterbo periferica a danno della città interna alle mura è un errore colossale specialmente in chiave futura di un turismo che dovrà diventare la prima industria per fatturato della città… ma ovviamente parlare di turismo con chi spiattella numeri a caso confondendo il turismo di qualità, quello che porta reddito a una città, con quello mordi e fuggi fatto di gite scolastiche e pellegrini in cerca di un bagno pubblico…è davvero inutile» è l’amara conclusione.